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The Sleeping Beauty – Tokyo PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano_Birdofprey   
martedì 10 novembre 2009
Sleeping Beauty è uno degli eventi fetish più conosciuti di Tokyo. Si tiene ogni mese in un locale nel dedalo di stradine che circondano la zona di Shibuya ed è frequentato quasi esclusivamente da giapponesi, visto che uno dei requisiti per entrare è quello di parlare il giapponese. Scoprite come Stefano è riuscito ad accedervi e cosa ha trovato all'interno.

Partecipare ad una delle serate del “The Sleeping Beauty” http://www.sleeping-beauty2006.com non è una delle cose più semplici che mi sia capitato di fare. Primo perché il sito è quasi esclusivamente in giapponese e quindi è difficile capire se era davvero una serata interessante e cosa si svolgesse al suo interno, secondo perché quel poco che è scritto in inglese, serve proprio a scoraggiare chiunque non parli giapponese o non sia accompagnato da qualcuno che parla giapponese dal provare ad entrare; terzo, perché riuscire a raccapezzarsi su dove si trovi esattamente il club nel dedalo di strade vicino la stazione di Shibuya è di per sé già una sfida per chi è a Tokyo solo da un paio di giorni.

Ma come dicevano i latini nihil difficile volenti e la volontà (e curiosità) di vedere cosa succede all’interno di una festa fetish giapponese era davvero tanta. Per cui ignorando il fatto che non conoscevamo che poche parole di giapponese, ci siamo muniti di apposita mappa e abbiamo cercato di arrivare a piedi. Dopotutto, ci siamo detti, sembra vicino alla stazione, cosa ci vorrà mai?

Ci è voluta oltre mezz’ora di camminata nella direzione sbagliata e un taxi per arrivare finalmente a destinazione.

Finalmente arrivati dobbiamo superare quello che è in genere l’ostacolo maggiore per chi visita il giappone e vuole partecipare a qualcuno di questi eventi, ovvero il fatto che l’ingresso è riservato a chi parla il giapponese. Per fortuna, alcuni contatti che avevamo e il fatto di essere membri di un’associazione come BDSM Italia hanno facilitato le cose e alla fine abbiamo avuto un pass come “Stampa” per poter accedere, con la raccomandazione che con quel pass non potevamo però fare bdsm, ma solo guardare.

Il locale è carino, disposto su tre piani, con al piano terra con un bar e un’area dove sedersi e chiacchierare, il piano seminterrato con un piccolo palco per gli spettacoli e al piano superiore una zona coppie e due area dedicate al bondage e sospensioni.

In Giappone si sa che la gente che va alle feste non è detto che partecipi attivamente al gioco, per cui sapevamo che ci saremmo tranquillamente mescolati tra quelli che stanno lì a guardare chi fa performance senza sentirci troppo fuori luogo.

Di gente ce n’è parecchia, giriamo un po’ e osserviamo quello che succede… o meglio, ci rendiamo subito conto che siamo noi quelli a destare interesse, occhiate, sorrisi e ammiccamenti. Per la prima volta da quando siamo arrivati ci sentiamo davvero dei gaijin, degli stranieri.

Al piano inferiore cominciano una serie di piccoli spettacoli a metà tra il teatro e il cabaret… capiamo poco di quello che dicono, ma a volte la comicità è davvero coinvolgente e riesce a strappare una risata anche a noi.

Smpre al piano seminterrato, tra un tavolino e l’altro c’è anche chi vende piccoli oggetti o corde in juta. Mi fermo un po’ e cerco di chiacchierare con chi le vende e mentre sono lì alcune altre persone si avvicinano per chiacchierare con noi e tra questi un bondager che ci propone di insegnarci qualcosa e ci porta insieme alla sua compagna nella zona coppie dove cominciamo a fare alcune legature con la differenza che la mia partner è una ragazza occidentale, mentre sua compagna è una giapponesina minuta e quindi mi ritrovo spesso a dover utilizzare più corde per poter fare lo stesso numero di passaggi. Ma è divertente e persino istruttivo nonostante le difficoltà linguistiche.

Dopo la piccola lezione privata, ci sediamo un po’ tra gli altri e guardiamo il nostro maestro esibirsi in una sospensione con la sua compagna sotto lo sguardo ammirato di alcune decine di persone.

Pochi secondo dopo la fine della sua performance arriva al nostro tavolo Lim una ragazza accompagnata da Kinoko, uno dei più famosi bondager del Giappone, nonché organizzatore della serata. Chiacchieriamo un po’ con entrambi e siamo ben lieti di ricevere in dono un suo dvd con alcuni filmati di performance e ci riproponiamo di risentirci in futuro, magari per aiutarlo ad esibirsi in Europa.

Dopo la chiacchierata ci viene chiesto se ci va di assistere ad una sua performance… beh.. di certo non si può rifiutare ad una proposta del genere ed infatti la performance non delude. Un mix di movimenti lenti e veloci, una bondagette il cui corpo si lascia plasmare dalle corde e assume forme sinuose e intriganti. Davvero una bella conclusione per la serata.

Ormai è tardi, quando usciamo dal locale il sole già comincia a rischiarare le strade di Shibuja. Torniamo in albergo soddisfatti per questa nuova esperienza e con la speranza di aver fatto nuovi amici e aver ampliato la rete dei nostri contatti.

 
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